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    17/08/2026 - OAD Insight #5 - Crittografia post-quantistica

     

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    Tempo di lettura: 4 minuti 

     

    Che cosa è

     La crittografia post-quantistica (PQC) comprende nuovi algoritmi crittografici progettati per resistere anche agli attacchi effettuati mediante computer quantistici e utilizzabili sugli attuali computer.

    Questi algoritmi si basano su problemi matematici complessi, come quelli basati sui reticoli, sui codici algebrici o sulle funzioni di hash, considerati difficili da risolvere sia per i computer classici sia per quelli quantistici.

    Il NIST, National Institute of Standards and Technology,  ha rilasciato i seguenti standard finali in merito:

    StandardAlgoritmoFunzione principaleBasato su
    FIPS 203 ML-KEM (ex CRYSTALS-Kyber) Scambio sicuro delle chiavi per proteggere le comunicazioni Reticoli
    FIPS 204 ML-DSA (ex CRYSTALS-Dilithium) Generazione e verifica delle firme digitali Reticoli
    FIPS 205 SLH-DSA (ex SPHINCS+) Firma digitale alternativa a ML-DSA Funzioni di hash

     

    Sono già disponibili software per l'uso della crittografia post-quantistica, ed alcuni di questi sono opensource e gratuiti. 

     

     

    Perché è importante

    I futuri computer quantistici sufficientemente potenti potrebbero mettere in crisi alcuni degli algoritmi crittografici oggi più diffusi, come RSA ed ECC, sui quali si basano molte infrastrutture digitali, sistemi informativi, servizi online, firme digitali, comunicazioni sicure e meccanismi di autenticazione.
    Il rischio non è solo “futuro”.

    Già oggi si parla infatti di scenari “harvest now, decrypt later”: soggetti malevoli potrebbero sottrarre e conservare dati cifrati oggi, con l'obiettivo di decifrarli in futuro, quando computer quantistici sufficientemente potenti lo renderanno possibile.

    Non bisogna quindi aspettare che arrivi il computer quantistico: la protezione di dati che devono rimanere riservati per molti anni è un problema che riguarda già il presente.

    Il tema riguarda organizzazioni di ogni settore e dimensione: imprese, fornitori ICT, infrastrutture critiche, sanità, finanza, industria, servizi e Pubbliche Amministrazioni.

    Non siamo quindi più nella fase della pura teoria: gli standard esistono e la transizione è già iniziata.

     

     

    Le principali cose da sapere

     Oltre agli standard NIST, che costituisco il riferimneto tecnico di base,  la Commissione Europea ha adottato una Raccomandazione per una transizione coordinata verso la crittografia post-quantistica, la Raccomandazione 2024/1101, che stabilisce una tabella di marcia coordinata per guidare gli Stati membri nella transizione verso PQC nell'ottica di proteggere le infrastrutture critiche e i servizi digitali pubblici da futuri attacchi da computer quantistici.

    La tabella di marcia dell'UE prevede:

    • Entro il 31 dicembre 2026 – Avvio della transizione: gli Stati membri dell'UE dovrebbero iniziare la transizione verso la crittografia post-quantistica.
    • Entro il 31 dicembre 2030 – Sistemi critici: la migrazione verso la PQC dovrebbe essere completata per le infrastrutture e i casi d'uso critici.
    • Entro il 2035 – Completamento progressivo della transizione: la roadmap europea individua il 2035 come orizzonte per la migrazione anche dei sistemi e dei casi d'uso a rischio medio e basso, con il progressivo abbandono degli algoritmi a chiave pubblica vulnerabili agli attacchi quantistici.

    L'ACN, l'Agenzia per la cybersicurezza nazionale, ha recentemente aggiornato le sue Linee Guida sulla crittografia.

    Sulla base delle indicazioni di ACN, ENISA e delle principali roadmap internazionali, per un'organizzazione il percorso di avvicinamento alla PQC può essere sintetizzato in quattro passi:

    • Fase 1 – Censimento: censire le applicazioni e i sistemi che utilizzano crittografia tradizionale, identificando gli algoritmi impiegati e i dati che devono rimanere protetti nel lungo periodo;
    • Fase 2 – Fornitori: verificare quali prodotti e servizi dei fornitori utilizzano algoritmi destinati a essere sostituiti, valutarne tempi e costi di migrazione e iniziare a considerare requisiti PQC nelle politiche di procurement;
    • Fase 3 – Transizione: valutare soluzioni ibride che consentano di affiancare temporaneamente algoritmi tradizionali e post-quantistici, facilitando una migrazione graduale e mantenendo la compatibilità con i sistemi esistenti;
    • Fase 4 – Governance e competenze: individuare responsabilità e team per la migrazione, pianificare gli interventi tecnici e iniziare attività di formazione e sensibilizzazione, anche a livello di top management.

     

     

     Raccomandazioni pratiche

    • non aspettare il computer quantistico: la migrazione richiederà anni e deve essere pianificata per tempo;
    • iniziare dal censimento: occorre sapere dove vengono utilizzati RSA, ECC e gli altri algoritmi destinati a essere sostituiti, anche nei prodotti e servizi dei fornitori;
    • proteggere soprattutto i dati che devono rimanere riservati a lungo: sono quelli maggiormente esposti al rischio harvest now, decrypt later.

     

     

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